Ogni singolo giorno, senza quasi rendercene conto, inaliamo un numero inimmaginabile di particelle microscopiche. Ogni respiro che compiamo mentre camminiamo per strada, lavoriamo in ufficio o semplicemente ci rilassiamo sul divano di casa ci connette profondamente con l'ambiente circostante. L'aria che entra nei nostri polmoni non è mai del tutto pura: è un aerosol complesso e brulicante di elementi microscopici che compongono quella che comunemente definiamo "polvere".
Per comprendere il destino della polvere, è fondamentale prima di tutto capire cosa stiamo effettivamente respirando. La polvere atmosferica e domestica non è un'entità monolitica, bensì un miscugglio eterogeneo di frammenti. Al microscopio, questo pulviscolo rivela una natura affascinante e per certi versi sorprendente: è composto da cellule di pelle morta che perdiamo continuamente, minuscole fibre tessili provenienti dai nostri vestiti, polline trasportato dal vento, spore di muffa, frammenti di minerali e terreno, minuscole particelle di asfalto e, nelle aree urbane, il famigerato particolato derivante dai gas di scarico e dalla combustione.
Nel momento esatto in cui inspiriamo, ha inizio un sofisticato ed efficiente sistema di filtrazione biologica che il corpo umano ha perfezionato nel corso dell'evoluzione. Il viaggio della polvere comincia all'interno delle nostre narici. Qui, i peli nasali (chiamati vibrisse) fungono da prima barriera meccanica grossolana, bloccando le particelle più grandi ed impedendo loro di avanzare. Tuttavia, le particelle più sottili e insidiose riescono facilmente a superare questo primo blocco, facendosi strada verso la faringe, la laringe e penetrando via via nei condotti più profondi della trachea e dei bronchi.
Man mano che l'aria procede verso i bronchioli, l'apparato respiratorio mette in campo la sua arma principale: il sistema mucociliare.
Questo meccanismo di pulizia automatica lavora ventiquattr'ore su ventiquattro senza sosta. Quando il muco carico di impurità raggiunge la faringe, viene normalmente deglutito in modo inconscio.
Ti interessa approfondire cosa succede alle particelle ancora più piccole che riescono a sfuggire a questo sistema e a raggiungere i polmoni?
Una volta superate le prime barriere naturali del nostro organismo, il viaggio della polvere invisibile che inaliamo ogni giorno prosegue all'interno del sistema respiratorio, dividendosi in percorsi differenti a seconda delle dimensioni delle particelle.
Le particelle più grandi e grossolane si fermano generalmente lungo le prime vie aeree, intrappolate dal muco.
Discorso ben diverso vale per il particolato più fine e insidioso, come il famigerato PM2.5 o le particelle ultrafini (PM0.1).
Comprendere questo delicato meccanismo ci ricorda quanto sia fondamentale prenderci cura della qualità dell'aria che respiriamo ogni giorno, proteggendo non solo i nostri polmoni, ma la salute dell'intero organismo.
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