Quando si pensa al Giappone, alla sua cultura e alle sue metropoli futuristiche dominate da luci al neon e tecnologia avanzata, difficilmente la prima curiosità che viene in mente riguarda il codice della strada. Eppure, una delle caratteristiche che più sorprende i viaggiatori occidentali appena arrivati nell'arcipelago nipponico è un dettaglio apparentemente semplice ma fondamentale: ci si sposta, si cammina e si guida rigorosamente sul lato sinistro della carreggiata, esattamente come nel Regno Unito, in Australia o a Cipro.
Ma come mai una nazione così distante geograficamente e culturalmente dall'Europa ha adottato un sistema di circolazione speculare rispetto a quello italiano e alla maggior parte dell'Europa continentale e degli Stati Uniti? La risposta a questo interrogativo non si trova in una singola legge moderna o in un capriccio burocratico dell'ultimo minuto.
Le origini feudali: il codice d'onore dei samurai
Per comprendere l'origine della guida a sinistra in Giappone, bisogna fare un salto indietro nel tempo, molto prima che venisse inventata la prima automobile o che sull'asfalto sfrecciassero i moderni veicoli a motore. Durante il lunghissimo periodo Edo (1603-1868), il Giappone era saldamente governato dallo shogunato Tokugawa e la classe sociale dominante era rappresentata dai samurai, i nobili guerrieri votati alle arti marziali e al servizio dei loro signori feudali.
I samurai avevano l'abitudine e il privilegio di portare con sé la tipica spada ricurva giapponese, la famosissima katana. Quest'arma veniva tradizionalmente infilata nella cintura (il kami) sul lato sinistro del corpo. Questa specifica collocazione rispondeva a precise esigenze di praticità e difesa personale: essendo la maggior parte delle persone destrimane, estrarre rapidamente la spada dal lato sinistro con la mano destra risultava essere il movimento più naturale, rapido ed efficiente in caso di un attacco improvviso.
Tuttavia, questa abitudine bellica creava non pochi problemi logistici nella vita di tutti i giorni, in particolare quando ci si trovava a percorrere vie cittadine strette, sentieri di campagna o ponti affollati. Se due samurai avessero camminato tenendo la destra, i foderi delle loro katane — sporgendo inevitabilmente verso l'esterno — avrebbero finito per urtarsi violentemente l'uno contro l'altro.
Nel rigido codice d'onore dell'epoca feudale giapponese, un urto accidentale tra le spade non era considerato una semplice scortesia o un piccolo fastidioso incidente, bensì un grave affronto personale, una provocazione diretta che rischiava di sfociare molto facilmente in duelli sanguinosi e mortali.
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