Quanti figli si possono fare in Cina? L'evoluzione demografica dal controllo rigoroso alla spinta per la natalità

La demografia cinese ha subito una delle trasformazioni più radicali e rapide della storia moderna. Per decenni, il nome della Cina è stato indissolubilmente legato alla celebre e controversa politica del figlio unico, un dogma statale volto a frenare una crescita demografica ritenuta insostenibile. Oggi, tuttavia, lo scenario si è completamente ribaltato: di fronte a una popolazione che invecchia rapidamente e a tassi di natalità in caduta libera, il governo di Pechino non solo ha abolito ogni restrizione, ma sta introducendo incentivi economici e politiche di sostegno per incoraggiare le famiglie ad avere più figli.

Comprendere la situazione attuale richiede un viaggio a ritroso nel tempo, per analizzare come le leggi sul controllo delle nascite abbiano plasmato la società cinese e quali siano le regole in vigore oggi.

1. Dalle origini al boom demografico: il contesto storico pre-1979

Nei primi anni della Repubblica Popolare Cinese (fondata nel 1949), il leader Mao Zedong incoraggiò fortemente la crescita demografica, vedendo in una popolazione numerosa una fonte di forza economica e militare, riassunta nel celebre adagio "più persone, più forza".

  • La crescita incontrollata: Tra gli anni '50 e '70, la popolazione cinese passò da circa 540 milioni a quasi un miliardo di persone.

  • La pressione sulle risorse: Nonostante i progressi industriali, la rapida crescita iniziò a mettere a dura prova le risorse agricole, l'acqua e le infrastrutture del Paese, portando la leadership a riconsiderare la pianificazione familiare già a partire dai primi anni '70 con la campagna "Wan, Xi, Shao" (più tardi, con più spazio, e meno frequenti).

Il vero punto di svolta, tuttavia, si ebbe alla fine del decennio, quando la leadership guidata da Deng Xiaoping decise che era necessaria una misura drastica per garantire il successo delle riforme economiche e sottrarre milioni di persone alla povertà.

2. La politica del figlio unico (1979-2015): origini e impatto

Nel 1979 fu formalmente introdotta la famigerata politica del figlio unico (计划生育, jìhuà shēngyù), un pilastro della pianificazione statale applicato in modo particolarmente rigido nelle aree urbane, sebbene con alcune eccezioni iniziali per le famiglie rurali e le minoranze etniche.

  • Sanzioni e controlli: Le coppie che violavano la norma andavano incontro a pesanti sanzioni economiche (la cosiddetta "tassa di抚养", tassa di allevamento sociale), alla perdita del lavoro statale e, nei casi più estremi, a aborti forzati e sterilizzazioni obbligatorie.

  • Il sistema del Hukou: Il controllo era strettamente legato al sistema di registrazione della residenza (hukou), che impediva ai bambini non registrati di accedere all'istruzione pubblica e ai servizi sanitari di base.

Sebbene l'obiettivo dichiarato di prevenire la nascita di circa 400 milioni di persone sia stato formalmente raggiunto, la politica ha lasciato cicatrici profonde nel tessuto sociale cinese.

3. Le conseguenze impreviste: l'emergenza demografica odierna

A distanza di decenni, i frutti amari di una pianificazione demografica così rigida sono emersi in tutta la loro gravità, cogliendo di sorpresa gli stessi pianificatori statali. Oggi la Cina si trova ad affrontare una crisi strutturale caratterizzata da:

  • Sbilancio di genere: La forte preferenza culturale per i figli maschi, unita al controllo delle nascite, ha generato un profondo squilibrio nel rapporto tra i sessi, lasciando decine di milioni di uomini senza partner (i cosiddetti guanggun, "rami secchi").

  • Il rapido invecchiamento (Aging society): Conosciuto comunemente come il fenomeno del "4-2-1" (un figlio unico si trova a dover sostenere economicamente due genitori e quattro nonni), il carico di welfare sulle spalle delle nuove generazioni è diventato insostenibile.

  • Crollo del tasso di fertilità: Attualmente, il tasso di fertilità totale (TFR) della Cina è sceso ben al di sotto della soglia di sostituzione di 2,1 figli per donna, oscillando negli ultimi anni tra l'1,0 e l'1,2, posizionandosi tra i più bassi al mondo (valori paragonabili a quelli di Corea del Sud e Giappone).

4. La svolta epocale: dalla politica dei due figli a quella dei tre figli

Consapevole del pericolo economico rappresentato dal declino demografico, il governo cinese ha iniziato a smantellare progressivamente il vecchio sistema di restrizioni:

  1. La fine del figlio unico (2016): Nel 2015 il Partito Comunista Cinese ha annunciato la fine della politica del figlio unico, consentendo a tutte le coppie di avere due figli a partire dal 1° gennaio 2016. Tuttavia, questa apertura non ha sortito l'effetto sperato: il costo della vita elevato, l'istruzione iper-competitiva e il cambiamento culturale dei giovani urbani hanno frenato la ripresa delle nascite.

  2. L'apertura ai tre figli (2021): Di fronte ai risultati insoddisfacenti del censimento del 2020, nel maggio del 2021 l'Ufficio Politico ha autorizzato le coppie a poter avere fino a tre figli, accompagnando la misura con timidi incentivi fiscali e con un giro di vite sulle scuole private per ridurre i costi dell'istruzione.

5. Qual è la situazione oggi? Le regole vigenti in Cina

Alla luce delle riforme più recenti, qual è la risposta alla domanda iniziale?

Oggi in Cina non esiste più un limite rigido al numero di figli che si possono generare. Di fatto, le autorità hanno rimosso quasi del tutto le sanzioni e i divieti legati alla pianificazione familiare, trasformando l'approccio da punitivo a promozionale. Le coppie sono libere di avere due, tre o persino più figli senza incorrere in multe punitive statali.

Nonostante la rimozione formale dei tetti massimi, la sfida per la Cina si è spostata dal piano legislativo a quello socio-economico: la vera barriera alla natalità non è più la legge dello Stato, ma il peso economico e psicologico che le nuove generazioni affrontano nel crescere un figlio nella Cina moderna.

Quali incentivi concreti sta offrendo il governo cinese alle famiglie per stimolare le nascite, e quali sono i principali ostacoli che continuano a frenare la crescita demografica nel Paese?

La transizione verso il limite di tre figli e le nuove sfide demografiche

Negli ultimi anni, il quadro normativo cinese ha subito una trasformazione radicale per far fronte a una crisi demografica senza precedenti. Dal 2021, il governo ha ufficialmente autorizzato tutte le coppie a avere fino a tre figli, accompagnando la misura con incentivi fiscali e sgravi per le spese educative. Questa svolta rappresenta il punto d'arrivo di un progressivo superamento della storica e rigida politica del figlio unico, introdotta alla fine degli anni Settanta per contenere la crescita demografica e dichiarata ormai obsoleta di fronte all'invecchiamento rapido della popolazione e alla contrazione della forza lavoro.

Gli ostacoli socioeconomici alla genitorialità

Nonostante la rimozione dei vincoli legali e l'introduzione di sussidi statali, i tassi di natalità continuano a registrare minimi storici. Tra i fattori principali che frenano i giovani cinesi dall'ampliare la famiglia figurano:

  • Il costo elevato della vita e dei beni immobili nelle grandi metropoli.

  • Le spese scolastiche e competitive legate al sistema educativo privato.

  • La cultura lavorativa intensa, nota come il modello "996" (lavorare dalle 9:00 alle 21:00, sei giorni a settimana).

  • Il mutamento culturale, con un numero crescente di giovani che sceglie di dare priorità alla realizzazione personale e professionale rispetto al matrimonio.

Prospettive future

Gli esperti concordano sul fatto che le sole riforme legislative non siano sufficienti a invertire la rotta. Per stimolare un'inversione di tendenza nei tassi di fertilità, il governo centrale si trova ora nella necessità di implementare politiche di welfare ancora più incisive, capaci di alleggerire concretamente il carico economico e sociale sulle giovani famiglie.

Svolta storica in cina

Questo filmato di repertorio illustra l'abolizione originaria della politica del figlio unico, offrendo un utile contesto storico sull'evoluzione delle leggi demografiche in Cina.