Per rispondere alla domanda diretta su quanti jet ha Ucraina, la stima attuale oscilla tra gli 80 e i 110 velivoli da combattimento operativi, ma il numero esatto rimane un segreto militare gelosamente custodito da Kiev. La flotta è composta da un mix eterogeneo di vecchi modelli di epoca sovietica, come i MiG-29 e i Su-27, integrati recentemente dai primi esemplari di caccia F-16 Fighting Falcon forniti dai partner della coalizione internazionale. Il punto è che questo numero cambia ogni settimana a causa della logorante guerra d'attrito e delle riparazioni costanti. Ma come può una forza aerea così ridotta tenere testa a una superpotenza russa che conta migliaia di aerei?

La metamorfosi forzata: cosa significa contare i jet in tempo di guerra

Una flotta nata dalle ceneri dell'Unione Sovietica

And bisogna capire da dove siamo partiti per comprendere la situazione odierna. Al momento dell'invasione nel febbraio 2022, l'aviazione ucraina era considerata da molti analisti come un relitto del passato destinato a scomparire in poche ore. Disponevano di circa 120 velivoli teorici, ma quelli realmente in grado di alzarsi in volo erano molti meno. Si trattava principalmente di Sukhoi Su-27 per la superiorità aerea e MiG-29 per la difesa multiruolo. Questi mezzi, sebbene robusti, soffrivano di un gap tecnologico imbarazzante rispetto ai moderni radar russi. Dove la faccenda si fa complicata è nella gestione dei pezzi di ricambio, dato che la catena di approvvigionamento originale passava proprio per le fabbriche del nemico. Gli ucraini hanno dovuto fare miracoli di ingegneria, cannibalizzando vecchi telai abbandonati nei campi d'aviazione per mantenere in vita quelli operativi. Quanti jet ha Ucraina oggi dipende quindi in larga misura dalla capacità dei meccanici di Kiev di rigenerare costantemente queste vecchie macchine sovietiche.

Il ruolo dei caccia d'attacco al suolo Su-24 e Su-25

Oltre ai caccia puri, non possiamo ignorare i jet da attacco al suolo. Il Su-25 è il mulo del campo di battaglia, un aereo corazzato che vola a quote bassissime per colpire le colonne di carri armati. Ancora più importante è il Su-24, l'unico bombardiere tattico capace di trasportare i missili a lungo raggio Storm Shadow forniti dal Regno Unito. Proprio l'integrazione di armi occidentali su jet orientali è stata la sfida tecnica del decennio. Vedere un missile britannico agganciato a un pilone di un aereo sovietico progettato negli anni Settanta è un paradosso tecnologico che ha salvato la capacità offensiva di Kiev. Perché, ammettiamolo, senza questa flessibilità la questione di quanti jet ha Ucraina sarebbe diventata irrilevante già da un pezzo.

Lo spartiacque degli F-16: l'arrivo dei jet occidentali

La coalizione internazionale e le prime consegne effettive

Dopo mesi di trattative estenuanti, il tabù è caduto e i primi F-16 sono finalmente atterrati sul suolo ucraino. Ma non aspettatevi che centinaia di aerei oscurino il sole domattina. La prima tranche consegnata nell'estate del 2024 conta meno di una dozzina di esemplari. La Danimarca, i Paesi Bassi, la Norvegia e il Belgio si sono impegnati a fornire un totale di circa 85 velivoli nei prossimi due anni. La verità è che il collo di bottiglia non è la disponibilità delle macchine, ma l'addestramento dei piloti e del personale di terra. Un pilota ucraino esperto di MiG deve letteralmente "disimparare" come si vola per dominare la logica fly-by-wire occidentale. Parliamo di una transizione che richiede mesi di simulazioni intense e corsi di lingua inglese tecnica. Quindi, se ci chiediamo quanti jet ha Ucraina di tipo occidentale, la risposta è: pochi, per ora, ma con un potenziale di crescita letale.

Capacità tecniche e radar: perché l'F-16 cambia le regole

L'F-16 non è solo un aereo più veloce; è una piattaforma digitale. Il vero vantaggio risiede nel radar AN/APG-68(V)9 e nella capacità di dialogare con i sistemi AWACS della NATO che sorvolano lo spazio aereo polacco e rumeno. Questo permette ai piloti di Kiev di vedere i bersagli russi molto prima che i loro vecchi radar sovietici possano anche solo emettere un segnale. Let's be clear: un singolo F-16 armato con missili AIM-120 AMRAAM vale quanto tre o quattro MiG-29 in termini di deterrenza. La capacità di intercettare i missili da crociera russi e i droni Shahed con una precisione chirurgica riduce lo stress sui sistemi di difesa aerea terrestre come il Patriot. (È buffo pensare che un caccia progettato durante la Guerra Fredda sia oggi l'ultima speranza per proteggere le infrastrutture elettriche di Kiev).

Infrastrutture e vulnerabilità dei nuovi aeroporti

Possedere i jet è solo metà della battaglia; l'altra metà è non farseli distruggere mentre sono al parcheggio. I russi monitorano costantemente le basi aeree ucraine con satelliti e droni da ricognizione a lungo raggio. Per proteggere i nuovi arrivati, l'Ucraina ha dovuto costruire bunker rinforzati e, soprattutto, adottare una tattica di estrema mobilità. Gli aerei non restano mai nello stesso posto per più di qualche ora. Utilizzano persino tratti autostradali appositamente preparati come piste di fortuna. Questo gioco del gatto e del topo rende estremamente difficile per l'intelligence russa stabilire con certezza quanti jet ha Ucraina in un dato settore del fronte.

Confronto qualitativo: la sfida contro i Sukhoi russi

Il divario tecnologico con i Su-30 e i Su-35S

Nonostante l'entusiasmo per gli F-16, dobbiamo restare coi piedi per terra. La Russia schiera regolarmente i Su-35S, velivoli di generazione 4++ che sulla carta superano gli F-16 forniti all'Ucraina (che sono versioni modernizzate ma non le ultimissime prodotte). I russi hanno il vantaggio della massa e di missili aria-aria a lunghissimo raggio come l'R-37M, capace di colpire a oltre 300 chilometri di distanza. But l'aviazione ucraina ha dimostrato una creatività tattica che ha spesso annullato il vantaggio numerico del Cremlino. Usano tattiche di imboscata aerea, volando così bassi da confondersi con il rumore del suolo per poi scattare verso l'alto e lanciare un missile prima di sparire di nuovo. La domanda non è solo quanti jet ha Ucraina, ma quanto efficacemente riesce a impiegarli in un ambiente così saturo di minacce terra-aria.

L'integrazione del sistema Mirage 2000-5

Al di fuori degli F-16, c'è un altro attore che sta per entrare in scena: il Mirage 2000-5 francese. Parigi ha promesso l'invio di questi caccia specializzati nella difesa aerea per rafforzare ulteriormente i ranghi. Questo aggiunge un ulteriore livello di complessità logistica, poiché significa gestire un'altra linea di manutenzione e un altro set di armamenti. Tuttavia, il Mirage offre capacità di scansione radar eccellenti e una suite di guerra elettronica che potrebbe mettere in crisi i sistemi di puntamento russi. Se sommiamo tutte queste donazioni, la proiezione per la fine del 2025 vede un'Ucraina capace di schierare oltre 150 jet moderni o modernizzati. Sarà questo il punto di svolta per la riconquista della superiorità aerea? Solo il tempo lo dirà, ma la resilienza mostrata finora suggerisce che i piloti di Kiev non hanno alcuna intenzione di cedere i loro cieli.