Chi deve mettere il figlio a cario: i consigli pratici

Quando si tratta di decidere a quale genitore conviene fiscalmente caricare il figlio, la scelta può fare la differenza in termini di risparmio. Nonostante molte coppie tendano a dividersi equamente le detrazioni, questa opzione non è sempre la più vantaggiosa.

Di norma, conviene attribuire il 100% della detrazione al genitore con reddito più alto. Perché? Perché chi guadagna di meno — ad esempio chi lavora part time o ha un reddito molto basso — rischia di essere “incapiente”. Questo significa che, non avendo un imponibile sufficiente, non riesce a sfruttare pienamente la detrazione: una parte (o addirittura tutta) andrebbe sprecata.

Facciamo un esempio pratico: se la moglie lavora solo 20 ore settimanali e il marito ha un contratto a tempo pieno, è più intelligente che sia il marito a richiedere l'intera detrazione. In questo modo si sfrutta al meglio lo sconto fiscale, aumentando il risparmio complessivo in sede di dichiarazione dei redditi.

Attenzione però: non è una regola fissa. In alcune situazioni, come quando entrambi i redditi sono simili o si è in presenza di specifici bonus (ad esempio il bonus baby-sitting o i contributi per l’asilo nido), può aver senso rivedere la distribuzione. Inoltre, in caso di separazione o divorzio, le regole cambiano e bisogna seguire indicazioni diverse.

Il consiglio? Valutare caso per caso, magari con l’aiuto di un commercialista o di un CAF, per ottimizzare il vantaggio senza correre rischi. Una scelta oculata oggi può fare la differenza sul rimborso di domani.

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