Quando scade il termine per gli accertamenti fiscali?

Nel 2022 è entrata in vigore una nuova tabella per la prescrizione dei controlli fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate. Questa tabella definisce con chiarezza entro quale anno l’ufficio può ancora intervenire per verificare o contestare le dichiarazioni dei contribuenti.

Per le dichiarazioni presentate nel 2020, il termine ultimo per gli accertamenti da parte dell’ufficio è il 2022. Questo significa che per quell’anno fiscale, l’Agenzia delle Entrate ha perso il diritto di aprire nuovi controlli dal gennaio 2023 in poi.

Ecco un quadro essenziale: chi ha presentato la dichiarazione nel 2018 poteva essere controllato fino al 2020; chi nel 2019, fino al 2021; mentre chi ha dichiarato nel 2021 può ancora essere sottoposto a verifica fino al 2023.

La regola generale prevede che il termine per gli accertamenti scada due anni dopo la presentazione della dichiarazione. Questo periodo è fondamentale per chi deve fare chiarezza su vecchie posizioni fiscali o difendersi da eventuali richieste dell’ufficio.

È importante ricordare che, in caso di omesso versamento o errori gravi, i termini possono allungarsi. Tuttavia, per la maggior parte dei contribuenti in regola, il superamento del termine biennale rappresenta una sorta di “liberatoria”.

Per chi ha dubbi su vecchie pratiche, vale la pena consultare un professionista: sapere se un eventuale accertamento è ormai prescritto può fare la differenza tra un’eventuale sanzione e la tranquillità di aver chiuso un capitolo.

Vedi anche

Approfondimenti

Argomenti correlati