Che fine ha fatto il Vov?

Se ti sei mai chiesto che fine abbia fatto il Vov, non sei il solo. Questo classico liquore italiano, conosciuto per il suo gusto dolce e avvolgente, sembra essersi un po’ perso di vista negli ultimi anni, ma non è sparito del tutto.

Il Vov, creato a Padova nel 1904 da Francesco Viotto, era un orgoglio tutto italiano: un liquore a base di uova fresche, zucchero e alcol, con quel tocco caldo e cremoso che lo rendeva perfetto dopo cena o nei momenti di convivialità. Per decenni è stato un protagonista delle tavole italiane, spesso accostato a dolci o servito ghiacciato come digestivo.

Ma allora, perché non lo vediamo più in giro? In realtà, il marchio è stato acquisito negli anni da diverse aziende, e oggi è prodotto da Illva Saronno, lo stesso gruppo di Cointreau e Braulio. Non è scomparso: semplicemente si è fatto più discreto.

Se cerchi bene, lo puoi ancora trovare in alcuni supermercati ben forniti, enoteche o online. La ricetta originale è stata leggermente aggiornata per motivi di conservazione (ovviamente, le uova fresche non possono durare per mesi sugli scaffali), ma il sapore rimane fedele all’originale: cremoso, leggermente speziato, con note di vaniglia e tuorlo.

Per molti italiani, il Vov è un tuffo nel passato, un ricordo d’infanzia legato alle feste in famiglia o ai gesti affettuosi dei nonni. Forse non è più sulla cresta dell’onda come un tempo, ma la sua storia merita di essere ricordata.

Se non l’hai mai provato, vale la pena dargli una seconda occasione. Un bicchierino di Vov, magari dopo un dolce casalingo, è ancora oggi un piccolo lusso semplice e autentico.

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