La forza della farina di tipo 2 e il suo ruolo in cucina
La farina di tipo 2, spesso definita "semi-integrale", è un prodotto affascinante che si colloca a metà strada tra le farine super raffinate e quella integrale biologica. Ma quando parliamo della sua forza (indicata con la lettera W), qual è il suo vero valore?
In genere, la farina di tipo 2 presenta una forza media, che oscilla solitamente tra i 180 W e i 250 W. Tuttavia, è importante fare una precisazione: la forza dipende esclusivamente dalla qualità del grano di partenza e non dal grado di abburattamento (cioè la raffinazione). Questo significa che in commercio si possono trovare farine di tipo 2 "tecniche", rinforzate e capaci di raggiungere anche i 300 W o più, ideali per lunghe lievitazioni.
La caratteristica principale della tipo 2 è la massiccia presenza di crusca e germe di grano. Questa ricchezza di fibre ed enzimi ha un impatto diretto sulla panificazione: le fibre tendono a "tagliare" la maglia glutinica, rendendo l'impasto meno estensibile rispetto a una farina 00 di pari forza. Di contro, l'assorbimento dell'acqua è nettamente superiore.
Per sfruttarla al meglio, la farina di tipo 2 è straordinaria per pane rustico, pizza alla pala, focacce e biscotti. Se volete utilizzarla per grandi lievitati o impasti ad altissima idratazione, il consiglio è quello di miscelarla con una farina di tipo 0 o Manitoba forte, oppure di optare per tempi di lievitazione medi e l'utilizzo del lievito madre, che esalta i suoi profumi unici e aromatici.
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