Cosa significa essere ipovedente grave?

Essere ipovedente grave non vuol dire essere completamente cieco, ma indica una condizione visiva molto limitata che influenza profondamente la vita quotidiana. Questa definizione medico-legale riguarda chi, nonostante l’uso di lenti o altri ausili, riesce a vedere molto poco.

Secondo la normativa italiana, si considera ipovedente grave chi ha un residuo visivo pari o inferiore a 1/10 in entrambi gli occhi, oppure nell’occhio migliore anche dopo correzione ottica. In pratica, una persona con questa condizione non riesce a distinguere dettagli che una persona con vista normale vedrebbe con facilità, anche da breve distanza.

Un’altra condizione che rientra nella definizione è chi ha un campo visivo binoculare ridotto, ovvero inferiore al 30% rispetto alla norma. Questo significa che, anche se l’acuità visiva è leggermente migliore, la persona percepisce solo una piccola parte dello spazio intorno a sé, come guardare attraverso un tunnel.

Questi limiti influenzano attività basilari come leggere, riconoscere i volti, muoversi in autonomia o attraversare la strada. Per questo, gli ipovedenti gravi possono accedere a misure di sostegno, come benefici fiscali, pensioni di inabilità o strumenti di riabilitazione visiva.

Comprendere cosa significa essere ipovedente grave aiuta a sensibilizzare sulla disabilità visiva e sull’importanza di un ambiente più accessibile. Non si tratta solo di numeri sulla cartella clinica, ma di una realtà vissuta ogni giorno da tante persone che, con il giusto supporto, possono comunque condurre una vita piena e dignitosa.

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