Chi assevera la relazione tecnica per la ricerca e sviluppo?

La relazione tecnica relativa alle attività di ricerca e sviluppo (R&S) è un documento fondamentale per accedere a incentivi fiscali e agevolazioni, come il credito d'imposta R&S. Ma chi è responsabile della sua asseverazione?

In caso di attività condotte intra muros – cioè sviluppate direttamente all’interno dell’azienda – non è necessario ricorrere a un ente terzo o a un tecnico abilitato. L’asseverazione avviene attraverso un’autocertificazione preparata dal responsabile delle attività di R&S in azienda. Questo soggetto, solitamente un dirigente o un coordinatore tecnico interno, attesta la veridicità e la conformità della relazione rispetto ai parametri previsti dalla normativa.

Tuttavia, l’autocertificazione non è sufficiente da sola: deve essere controfirmata dal legale rappresentante dell’impresa. Tale firma ha valore di dichiarazione sostitutiva di atto notorio, ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, e del successivo D.P.R. 7 giugno 2021, che ne regolano la validità legale. Questo garantisce che l’azienda assuma piena responsabilità sulla correttezza delle informazioni presentate.

È importante ricordare che, nonostante la procedura sia semplificata per le attività interne, l’accuratezza della documentazione resta cruciale. Errori o omissioni possono comportare il diniego dei benefici fiscali o richiami da parte dell’Agenzia delle Entrate.

In sintesi, l’asseverazione della relazione tecnica R&S è interna all’azienda, ma richiede un rigoroso rispetto delle procedure per essere valida agli effetti fiscali.

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