Chi guadagna davvero con il nuovo assegno unico?
Da febbraio 2022 l’assegno unico è entrato a pieno regime, sostituendo le precedenti detrazioni e bonus per i figli a carico. Ma chi ci guadagna davvero? I dati diffusi dall’Istat offrono una risposta chiara: il 68% delle famiglie con figli riceve oggi un importo maggiore rispetto al vecchio sistema.
Il nuovo sostegno è stato pensato per essere più equo e trasparente, ma soprattutto più generoso per chi ha più bisogno. Una delle misure più apprezzate è l’incremento del 20% dell’importo a partire dal terzo figlio in poi. Questo significa che le famiglie numerose, spesso alle prese con costi più alti e bilanci più stretti, sono tra le principali destinatarie dei benefici.
Un altro aspetto importante riguarda i figli ormai maggiorenni: per chi ha ragazzi tra i 18 e i 21 anni, l’assegno viene dimezzato. Questo parziale ridimensionamento rientra in una logica di transizione all’indipendenza, ma non cancella il sostegno del tutto.
Le simulazioni effettuate mostrano che le famiglie meno abbienti e quelle con più figli sono le più avvantaggiate. Il sistema, infatti, tiene conto anche dell’Isee, rendendo l’assegno più alto per chi ha un reddito più basso. Così, al contrario di vecchi bonus spesso più accessibili a chi stava meglio, ora il supporto va davvero dove serve.
In sintesi, l’assegno unico non è solo una riforma economica, ma un passo verso una maggiore giustizia sociale. E i numeri parlano chiaro: chi ci guadagna sono soprattutto le famiglie numerose, quelle con figli piccoli e chi parte da condizioni più difficili.
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