Cosa deve pagare chi compra una casa in Italia?
Acquistare casa è un sogno per molti, ma comporta anche una serie di obblighi fiscali da non sottovalutare. Le spese non si limitano al prezzo dell’immobile: al momento del rogito, infatti, bisogna fare i conti con diverse imposte e tasse che variano a seconda della tipologia di vendita.
Se si tratta di un’abitazione nuova, venduta da un’impresa di costruzione, il compratore è tenuto al pagamento dell’IVA, che generalmente si attesta al 10% (o al 4% per gli immobili di prima casa in regime agevolato). In questo caso, l’imposta di registro è fissa e piuttosto contenuta.
Per gli immobili già esistenti, invece, non si paga l’IVA, ma scatta l’imposta di registro proporzionale, che di solito è pari al 9% del valore catastale, tranne che per le prime case, dove può scendere al 2% in presenza di agevolazioni. A questa si aggiungono l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale, entrambe in misura fissa (rispettivamente 50 e 50 euro per gli atti non soggetti a imposta proporzionale).
Non vanno dimenticati l’imposta di bollo, applicata su documenti e atti, e la tassa ipotecaria, necessaria per le iscrizioni nei registri immobiliari. Anche le aliquote possono cambiare se l’acquisto riguarda un’unità in comproprietà o un immobile strumentale.
È sempre consigliabile farsi affiancare da un notaio o da un professionista del settore, che aiuta a calcolare con precisione gli importi dovuti e a evitare sorprese. Così, il sogno di diventare proprietari si trasforma in un passo sicuro e ben pianificato.
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