Cosa pagare quando si acquista un immobile in Italia

Acquistare casa è un passo importante, e con esso arrivano anche una serie di costi fiscali da considerare con attenzione. Le spese non si fermano al prezzo richiesto dal venditore: bisogna infatti calcolare diverse imposte che variano a seconda della tipologia dell’immobile e della natura dell’acquisto.

Se si tratta di un immobile nuovo o di prima vendita, generalmente si paga l’IVA al posto dell’imposta di registro. L’aliquota IVA è solitamente del 10% per gli immobili residenziali rientranti nelle categorie di intervento agevolato, mentre può salire al 22% per quelli di lusso o non agevolati.

Nella maggior parte dei casi, però, si acquista un immobile già esistente. Qui entra in gioco l’imposta di registro, che per le abitazioni principali è fissa a 200 euro se l’acquirente beneficia delle agevolazioni prima casa. Altrimenti, si applica un’aliquota del 9% del valore catastale.

Oltre all’imposta di registro, ci sono anche l’imposta ipotecaria e l’imposta catastale, entrambe fisse a 200 euro ciascuna in caso di prima casa; altrimenti, si calcolano in percentuale. A questi si aggiunge l’imposta di bollo, pari a 16 euro ogni 100 righe dell’atto, e la tassa ipotecaria, necessaria per la trascrizione del rogito nel registro immobiliare.

Se l’acquisto avviene tramite un notaio, anche i suoi onorari e le spese tecniche vanno considerati. Meglio quindi informarsi bene prima di firmare, per evitare sorprese.

Vedi anche

Approfondimenti

Argomenti correlati