Chi cura la gelosia ossessiva?

La gelosia non è sempre un semplice sentimento: quando diventa ossessiva, può trasformarsi in un vero e proprio disturbo psicologico che mette a dura prova le relazioni e la serenità di chi ne soffre. A differenza della gelosia delirante, che rientra nei disturbi psicotici e richiede un intervento con antipsicotici, la gelosia ossessiva appartiene allo spettro ossessivo-compulsivo e si manifesta con pensieri invasivi, dubbi continui sulla fedeltà del partner e comportamenti ripetitivi, come controllare il telefono o chiedere rassicurazioni in modo eccessivo.

Per questo tipo di disturbo, la terapia più efficace combina farmaci e psicoterapia. Gli antidepressivi, in particolare quelli selettivi sulla serotonina (SSRI), aiutano a ridurre l’ansia e la frequenza degli ossessioni, mentre gli ansiolitici possono essere utili soprattutto nelle fasi acute. Tuttavia, il vero pilastro del trattamento è la terapia cognitivo-comportamentale (TCC), che aiuta la persona a riconoscere i pensieri distorti e a modificare i comportamenti compulsivi.

Spesso chi soffre di gelosia ossessiva non si rende conto di avere un problema: crede che i suoi sospetti siano giustificati. Per questo è fondamentale l’intervento di uno psichiatra o di uno psicologo clinico, figure chiave nel percorso di cura. Con il giusto approccio, è possibile ritrovare equilibrio e fiducia, sia in sé stessi che nelle relazioni.

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