Prima casa e pensione sociale: cosa c’è da sapere
Una domanda frequente tra chi sta per andare in pensione o ha redditi bassi è se possedere una casa possa influire sull’accesso alla pensione sociale o all’assegno sociale. La risposta è chiara: no, non incide.
Infatti, il semplice fatto di essere intestatario della prima casa di abitazione non comporta l’esclusione da questi benefici. Secondo la normativa italiana, il valore dell’immobile adibito a residenza principale non viene considerato nel calcolo del reddito ai fini dell’accesso alla pensione o all’assegno sociale. Questo significa che anche chi vive nella propria casa da anni può tranquillamente richiedere l’assegno, a patto di rispettare i requisiti di reddito e di contribuzione.
È importante però non confondere la proprietà della prima casa con altri tipi di redditi immobiliari. Se si possiedono appartamenti in affitto o seconde case, il reddito che ne deriva deve essere dichiarato e potrebbe influire sull’importo o sulla spettanza dell’assegno. Ma nel caso della residenza principale, non ci sono penalizzazioni.
Questo principio è stato introdotto proprio per proteggere le persone anziane che, pur non avendo un alto reddito disponibile, vivono nel loro appartamento da decenni. La casa è considerata un bene di prima necessità, non un capitale da sfruttare immediatamente.
In sintesi, se sei titolare della prima casa e il tuo reddito complessivo è ridotto, puoi comunque fare domanda per la pensione sociale senza timore di essere escluso solo per questo motivo. L’importante è presentare tutta la documentazione richiesta all’INPS e rispettare i limiti reddituali previsti dalla legge.
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