Il Cud per chi svolge un tirocinio: cosa c’è da sapere
Uno dei dubbi più comuni tra chi inizia un tirocinio riguarda la documentazione fiscale: chi fa tirocinio riceve il Cud? La risposta è sì, ma solo se il tirocinio è retribuito e la retribuzione supera determinati limiti stabiliti per legge.
Quando lo stagista percepisce un rimborso spese o una borsa di studio che configura un vero e proprio reddito, l’ente che lo ospita è obbligato a trattenere l’IRPEF, calcolata su quella somma. In questo caso, l’ente assume il ruolo di sostituto d’imposta, proprio come accade nei contratti di lavoro dipendente. L’IRPEF viene trattenuta con riconoscimento delle detrazioni d’imposta spettanti, quindi lo stagista non resta escluso dai benefici fiscali.
L’anno seguente, solitamente nel mese di febbraio, l’ente formatore consegna allo stagista il Cud, il Certificato Unico dei redditi versati. Questo documento è fondamentale perché contiene tutti i dati necessari per compilare la dichiarazione dei redditi, se richiesta, o per verificare che le trattenute siano state effettuate correttamente.
È importante però distinguere i tirocini non retribuiti o con rimborso sotto soglia, che non danno diritto al Cud. In questi casi, non vi è obbligo di trattenuta fiscale e quindi nessun documento fiscale viene emesso.
In sintesi, il Cud per tirocinanti esiste, ma solo quando c’è una retribuzione soggetta a tassazione. Chi lo riceve dovrebbe conservarlo con cura e portarlo all’attenzione del proprio commercialista o CAF in vista della dichiarazione dei redditi. Una piccola carta, ma con un grande valore pratico.
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