Chi emette fattura in un ATI? Chiarezza per le imprese
Quando più imprese si uniscono in un Accordo di Tipo Internazionale (ATI) per partecipare a una gara o gestire un appalto, spesso sorge un dubbio: chi deve emettere le fatture elettroniche? La risposta è importante per evitare errori fiscali e sanzioni.
L’ATI, va precisato, non ha personalità giuridica o fiscale propria. Questo significa che non può essere considerato un soggetto autonomo ai fini fiscali né tantomeno può emettere fatture a nome dell’intero raggruppamento. Di conseguenza, ogni impresa che fa parte dell’ATI deve gestire in modo indipendente la propria fatturazione.
Le fatture elettroniche devono quindi essere emesse singolarmente da ciascuna impresa costituente, in base alla propria quota di intervento e ai servizi effettivamente prestati. Questo vale anche se una delle imprese ha il ruolo di mandataria, cioè quella formalmente designata come capofila.
La mandataria, infatti, non ha l’obbligo né il diritto di fatturare per conto degli altri soggetti. Ogni mandatario deve emettere la propria fattura elettronica a nome e per conto proprio, rispettando le regole del Sistema di Interscambio (SDI) e indicando correttamente i dati fiscali.
In sintesi, non esiste una fattura unica a nome dell’ATI. Ogni azienda fattura direttamente per la parte di lavoro svolta, anche se il pagamento arriva tramite la mandataria. È fondamentale che i ruoli e le quote di fatturazione siano chiari fin dal contratto di ATI, per evitare malintesi con la Pubblica Amministrazione o con l’Agenzia delle Entrate.
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