Il celibato dei preti: una scelta storica, non divina

Nonostante sia ormai un tratto distintivo del clero cattolico d’Occidente, il celibato obbligatorio per i sacerdoti non è un dogma antico come la Chiesa stessa. Al contrario, come chiarisce lo storico Franco Cardini, uno dei massimi esperti di storia medievale, questa pratica si è affermata solo nella seconda metà dell’XI secolo.

Prima di allora, molti preti cattolici, soprattutto nei secoli precedenti, convivevano con una moglie e talvolta avevano figli. Anche in epoche più vicine a noi, non sono mancati casi di sacerdoti che hanno avuto famiglie, anche se ufficialmente si tendeva già a promuovere un ideale di vita casta.

Il vero punto di svolta arrivò con il Papa Gregorio VII, nel contesto della cosiddetta "Riforma gregoriana". Fu allora che la Chiesa cominciò a imporre con forza il celibato sacerdotale, non tanto per motivi teologici, ma per rafforzare l’autorità del clero e distinguerlo chiaramente dal resto della società. Il sacerdote, in questo disegno, doveva essere totalmente consacrato a Dio, libero da legami familiari e interessi terreni.

È importante notare che questa norma vale solo per il rito latino, cioè per la maggior parte dei cattolici d’Occidente. Nei riti orientali cattolici, e anche in alcune chiese ortodosse unite alla Santa Sede, i preti sposati esistono ancora oggi.

Insomma, il celibato non è un comandamento divino, ma una disciplina ecclesiastica, nata in un preciso contesto storico. E come ogni disciplina umana, nel corso dei secoli, potrebbe cambiare.

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