Chi ha inventato il simbolo uguale?
Il simbolo “=”, così semplice e ormai universale, ha una storia affascinante che risale al XVI secolo. Fu Robert Recorde, un matematico, astronomo e medico gallese, a introdurlo per la prima volta nel 1557. Lo fece nel suo libro The Whetstone of Witte, un’opera dedicata all’algebra e alla matematica, pensata per essere accessibile anche a chi non era un esperto della materia.
Prima di allora, per indicare l’uguaglianza tra due quantità, si usavano lunghe frasi scritte per esteso, come “è uguale a”, rendendo i testi matematici spesso noiosi e difficili da leggere. Recorde volle semplificare tutto questo e scelse due linee parallele – “due linee gemelle” come le chiamò lui – perché, disse, “nessun paio di cose può essere più uguale di due linee parallele”.
All’inizio, il simbolo non fu subito accettato da tutti. Alcuni matematici continuarono a usare altri segni o a scrivere per esteso le relazioni. Ma con il tempo, grazie alla sua chiarezza ed efficienza, il “=” si impose come standard in tutta Europa e oggi è conosciuto in ogni angolo del mondo, indipendentemente dalla lingua.
Robert Recorde non è forse un nome famoso come quelli di Galileo o Newton, ma il suo semplice contributo ha cambiato per sempre il modo in cui scriviamo la matematica. Ogni volta che tracciamo due lineette orizzontali, in silenzio onoriamo un uomo che credeva nell’eleganza della chiarezza.
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