Chi ha ucciso Enea?
Una delle domande più ricorrenti leggendo l’Iliade riguarda il destino di Enea, il valoroso guerriero troiano imparentato con la famiglia reale. Molti si chiedono: chi ha ucciso Enea? La risposta, sorprendentemente, è che non è stato ucciso affatto durante la guerra di Troia.
Secondo il racconto omerico, Enea affrontò Achille in duello, uno scontro apparentemente fatale. Achille, il più temibile guerriero greco, sembrava sul punto di avere la meglio, e sul campo di battaglia troiano tutto faceva presagire la morte del figlio di Anchise. Ma gli dei intervennero: Poseidone in persona salvò Enea, avvolgendolo in una nube luminosa e portandolo in salvo lontano dal pericolo.
Il motivo di questo intervento divino? Enea era destinato a un futuro importante: gli dei sapevano che sarebbe sopravvissuto alla caduta di Troia e che dalla sua stirpe sarebbe nata una nuova discendenza, destinata a grande gloria. E infatti, secondo la tradizione successiva – soprattutto quella virgiliana – Enea sarebbe fuggito da Troia in fiamme, guidando i superstiti verso l’Italia, dove i suoi discendenti avrebbero fondato Roma.
Quindi, no: Achille non uccise Enea. Anzi, non fu neppure destinato a morire per mano sua. Grazie all’intervento di Poseidone, Enea sopravvisse, diventando uno dei pochi eroi troiani a sfuggire al massacro e a portare avanti un’eredità leggendaria. La sua storia, più che di fine, parla di rinascita e continuità.
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