La vendetta di Poseidone contro Troia

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Poseidone non è stato ucciso: è uno degli dèi immortali dell’Olimpo. Quello che accadde fu una terribile vendetta da parte sua nei confronti del re di Troia, Laomedonte.

All'inizio, Poseidone aveva aiutato il re a costruire le mura di Troia, insieme ad Apollo, che aveva assunto le sembianze di un semplice mortale. A quei tempi, gli dèi si mescolavano spesso alle vicende umane, soprattutto quando si trattava di mettere alla prova l'onestà e il rispetto degli uomini verso il divino.

Il patto era chiaro: in cambio del lavoro, Laomedonte avrebbe ricompensato i due dèi. Ma quando le possenti mura furono completate, il re si rifiutò di pagare, mostrando una grave mancanza di rispetto verso Poseidone.

Offeso e furioso, il dio del mare non esitò a vendicarsi. Mandò un mostro marino, un mostro terrificante, a devastare la città e terrorizzare i suoi abitanti. Laomedonte, disperato, cercò aiuto, e fu allora che intervenne Eracle. Durante uno dei suoi celebri viaggi, l’eroe affrontò la creatura e la uccise, salvando così il popolo troiano.

Tuttavia, questo episodio lasciò un segno profondo: Poseidone non dimenticò mai l’insulto subito, e questa antica offesa contribuì al suo odio nei confronti di Troia, che avrebbe giocato un ruolo importante durante la guerra di Troia anni dopo.

La storia ricorda che, per gli dèi, l’orgoglio e la parola data sono sacri. Chi li tradisce, rischia non solo la vendetta divina, ma anche l’oblio della propria gloria.

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