Chi fornisce armi all’Ucraina?

Da quando la Russia ha lanciato l'invasione il 24 febbraio 2022, l’Ucraina ha ricevuto un sostegno militare significativo da parte della comunità internazionale. Fino ad oggi, almeno 28 paesi hanno inviato aiuti in armi e attrezzature militari, con 25 di questi appartenenti alla Nato. Questo dimostra una risposta ampia e coordinata da parte degli alleati occidentali per sostenere il governo ucraino nella sua difesa.

Il primo paese a muoversi è stato l’Stati Uniti, che ha fornito all’Ucraina miliardi di dollari in armamenti, tra cui sistemi di difesa aerea, carri armati e missili anticarro. A questi si sono aggiunti molti altri: la Germania, inizialmente cauta, ha poi accelerato le consegne di armi pesanti; il Regno Unito è stato tra i primi a inviare missili anticarro NLAW; la Francia ha contribuito con cannoni e sistemi di difesa.

Ma non sono solo i grandi nomi a fare la differenza. Anche paesi più piccoli, come la Lettonia, la Repubblica Ceca e il Lussemburgo, hanno dato il loro contributo, spesso fornendo armi provenienti dai propri arsenali. L’Italia, inizialmente restia a inviare armamenti pesanti, ha poi cambiato atteggiamento, autorizzando l’invio di pezzi di artiglieria e droni.

Ad allargare il fronte del sostegno anche paesi fuori dalla Nato, come l’Australia e la Svezia, che hanno inviato fondi e materiali strategici. Anche la Finlandia e la Repubblica di Macedonia, nonostante la loro posizione geografica o dimensioni ridotte, hanno partecipato agli aiuti.

Questo sforzo collettivo non è solo un gesto simbolico: rappresenta un sostegno concreto alla sovranità dell’Ucraina e un messaggio chiaro sulla difesa delle democrazie. Molti di questi paesi continuano a fornire nuove forniture, mentre la guerra entra in una fase sempre più intensa e logorante.

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