Chi non può adottare il regime forfettario?
Il regime forfettario è una delle opzioni più vantaggiose per molti lavoratori autonomi e piccole imprese in Italia, grazie alla semplificazione fiscale e all’aliquota agevolata. Tuttavia, non tutti possono beneficiarne. Il limite principale riguarda l’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti: per accedere al regime, questi non devono superare i 65.000 euro annui, calcolati al lordo delle detrazioni e anche su base proporzionale se l’attività ha durata inferiore all’anno.
Chi supera questa soglia, anche di un solo euro, è automaticamente escluso dal forfettario e deve necessariamente adottare il regime ordinario o semplificato. Ma non è l’unica limitazione. Anche chi svolge attività in determinati settori specifici – come i professionisti che rientrano in determinati ordini (ad esempio avvocati, medici, architetti) con determinati codici Ateco – può trovarsi fuori dai requisiti, anche se i ricavi sono sotto i 65.000 euro. Inoltre, non possono accedervi chi ha sostenuto spese per immobili strumentali superiori a determinati limiti o chi detiene partecipazioni in società di capitali che esercitano attività d’impresa.
Un aspetto spesso sottovalutato è il controllo dei ricavi degli anni precedenti: se negli anni passati si è superata la soglia, si perde il diritto al forfettario anche per gli anni successivi. Per questo, è fondamentale monitorare con attenzione l’andamento economico dell’attività. Il forfettario è un’opportunità preziosa, ma va gestita con cura e consapevolezza, per evitare sorprese inaspettate.
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