Chi paga gli errori del notaio?

Quando si acquista un immobile, il ruolo del notaio è fondamentale: redige l’atto, garantisce la validità legale dell’operazione e assicura che tutto sia in regola. Ma cosa succede se, nel rogito, c’è un errore materiale, come una particella catastale riportata in modo sbagliato?

Se l’errore è colpa esclusiva del notaio, non spetta certo all’acquirente o alle parti pagare per sistemare le cose. È lui il professionista incaricato di redigere correttamente l’atto, e se sbaglia, deve rimediare a proprie spese. Questo principio è sancito dalla responsabilità professionale: il notaio è tenuto a garantire la correttezza del documento che firma, e in caso di svista, deve occuparsi personalmente della rettifica senza alcun onere per i clienti.

Succede spesso che un numero di particella venga trascritto male per distrazione. Non è un errore che inficia la volontà delle parti, ma va comunque corretto per evitare problemi futuri con la pubblica amministrazione o con eventuali rivendite. In questi casi, pretendere un ulteriore pagamento per la correzione non è corretto né etico.

Chiaramente, se l’errore dipende da dati forniti in modo errato dalle parti (per esempio, un documento catastale sbagliato consegnato dal cliente), la situazione cambia. Ma se il problema nasce dalla mera redazione dell’atto, la responsabilità è tutta del notaio, e con essa anche l’onere della correzione.

In sintesi: chi sbaglia paga. E nel caso di un rogito errato per colpa del professionista, il costo della rettifica non dovrebbe mai ricadere sulle spalle di chi ha già pagato per un servizio che non è stato svolto correttamente.

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