Chi paga i primi giorni di malattia?

Quando un lavoratore si ammala, spesso si chiede chi si occupa di pagare lo stipendio nei primi giorni di assenza. La risposta non è sempre immediata, ma in linea generale funziona così: i primi tre giorni di malattia non sono coperti dall'INPS. Questo periodo è noto come “periodo di carenza”.

Per evitare che il dipendente resti senza reddito in questi giorni, la quasi totalità dei contratti collettivi nazionali prevede che sia il datore di lavoro a pagare lo stipendio anche per queste prime giornate di malattia. Questo significa che, nella pratica, il lavoratore riceve comunque la retribuzione completa già dal primo giorno di assenza certificata da un certificato medico.

Dal quarto giorno in poi, invece, entra in campo l’INPS, che riconosce un’indennità pari a una percentuale dello stipendio. Il datore di lavoro continua a pagare, ma poi recupera l’importo versato tramite conguaglio con l’ente previdenziale.

Vale la pena ricordare che questa prassi è ormai consolidata in quasi tutti i settori grazie ai contratti di categoria, ma è sempre utile verificare le specifiche del proprio contratto collettivo. In alcuni casi particolari – come nel pubblico impiego o in alcune categorie – le regole possono subire variazioni.

Insomma, anche se i primi giorni di malattia non sono coperti dall’INPS, grazie agli accordi tra sindacati e datori di lavoro, il lavoratore può di fatto contare su un sostegno economico fin dal primo giorno. Un sistema che, pur tra mille criticità, cerca di proteggere chi attraversa un momento di difficoltà legata alla salute.

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