Chi paga in caso di malattia da Covid-19?

Se un lavoratore si ammala a causa del Covid-19, la tutela economica è garantita grazie a un sistema condiviso tra lo Stato e il datore di lavoro. Per chi ha diritto alla tutela previdenziale, l’INPS riconosce un’indennità economica, che include anche la contribuzione figurativa, fondamentale per il calcolo futuro della pensione.

Questa indennità serve a sostituire in parte il reddito perso durante il periodo di assenza dal lavoro. Tuttavia, non sempre copre l’intera retribuzione. In questi casi, spetta al datore di lavoro integrare la differenza, se previsto da contratti collettivi o accordi aziendali. Questo meccanismo è stato chiarito già nel messaggio INPS del 24 giugno 2020, n. 2434, che ha stabilito le regole per il riconoscimento delle prestazioni in caso di contagio.

È importante ricordare che questa tutela vale per tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che rientrino nelle condizioni previste dalla normativa. Non sono automaticamente coperti, invece, i liberi professionisti, i parasubordinati senza iscrizione obbligatoria all’INPS, o i lavoratori autonomi, a meno che non abbiano sottoscritto forme di protezione volontaria o specifiche polizze.

In sintesi, la malattia da Covid-19 viene trattata come ogni altra patologia da cui deriva l’incapacità lavorativa: il costo è condiviso tra l’Istituto e il datore di lavoro, a garanzia del sostegno al reddito del lavoratore. Una misura pensata per proteggere le persone, senza appesantire in modo eccessivo le imprese.

Vedi anche

Approfondimenti

Argomenti correlati