Chi paga la registrazione del contratto preliminare?

Quando si firma un contratto preliminare di compravendita per l’acquisto di un immobile, una delle domande più frequenti riguarda chi deve pagare la registrazione del documento. La risposta è semplice: solitamente è l’acquirente a sostenere questa spesa, a meno che le parti non abbiano concordato diversamente.

La registrazione del contratto preliminare presso l’Agenzia delle Entrate è un passaggio obbligatorio, necessario per rendere opponibile il contratto ai terzi e per evitare sanzioni. Il costo, piuttosto contenuto, si aggira intorno ai 200 euro ed è composto da imposta di bollo, imposta ipotecaria e catastale.

Un dettaglio importante: poiché è generalmente l’acquirente a scegliere il notaio per il rogito finale, spesso è lui a occuparsi anche della registrazione del preliminare. Tuttavia, nulla vieta che venditore e acquirente decidano di condividere i costi o di assegnarli in modo differente, specialmente se previsto nel contratto.

In ogni caso, è fondamentale leggere attentamente il testo del compromesso prima di firmare, per verificare chi deve farsi carico di queste spese. Un buon consulente immobiliare o un avvocato possono aiutare a chiarire ogni dubbio.

Insomma, la regola generale è chiara, ma come spesso accade nel mondo degli affari, l’accordo tra le parti può sempre fare la differenza. Meglio quindi non dare nulla per scontato e definire ogni dettaglio per iscritto.

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