Chi paga la registrazione del contratto preliminare di compravendita?

Quando si firma un compromesso, ovvero il contratto preliminare di compravendita immobiliare, una delle domande più frequenti riguarda le spese di registrazione: chi deve effettivamente pagarle?

In linea generale, le spese di registrazione del compromesso sono a carico dell’acquirente, a meno che le parti non abbiano concordato diversamente. Questa prassi deriva dal fatto che spesso è proprio l’acquirente a scegliere il notaio che redige il contratto, soprattutto quando richiede un mutuo o ha particolari esigenze burocratiche. Tuttavia, non si tratta di una regola fissa: in alcuni casi, venditore e acquirente possono decidere di dividersi i costi oppure attribuirli interamente a una delle due parti, specie se previsto nel testo del contratto.

La registrazione del compromesso è un passaggio obbligatorio entro 20 giorni dalla firma e va effettuata presso l’Agenzia delle Entrate. Include il pagamento dell’imposta di registro, che varia in base alla tipologia dell’immobile e allo status delle parti (prima casa, seconda casa, ecc.).

È importante, quindi, chiarire fin dall’inizio chi sosterrà queste spese. Una buona comunicazione tra le parti e una lettura attenta del contratto possono evitare malintesi e ritardi nel percorso verso la firma del rogito definitivo.

In sintesi: di norma è l’acquirente a pagare, ma ogni accordo diverso, purché scritto, è valido e vincolante. Chiarire questi dettagli fin dall’inizio rende l’intero processo più sereno e trasparente per tutti.

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