Chi parla sempre degli altri?

Quante volte ti è capitato di sentire qualcuno spettegolare su un amico, un collega o un conoscente assente? C'è sempre qualcuno pronto a diffondere pettegolezzi, a gonfiare storie o addirittura a inventare falsità pur di alimentare il pettegolezzo del momento.

Chi parla sempre degli altri, specialmente male e alle spalle, ha un nome preciso: calunniatore, diffamatore, linguacciuto. Queste parole dipingono un ritratto netto: una persona che non si limita a commentare, ma giudica, accusa senza prove e spesso nuoce alla reputazione altrui. In italiano, si può usare anche il termine maligno, non nel senso diabolico, ma nel senso di chi parla con cattiveria, con intento di nuocere. Meno comune, ma altrettanto efficace, è malparlante – chi ha l'abitudine di dire cose spiacevoli o offensive sugli altri.

Non è raro che questo comportamento si nasconda dietro una finta preoccupazione: “Lo dico per il suo bene” o “Non volevo ferire, stavo solo scherzando”. Ma le parole hanno un peso, e chi parla sempre male degli altri rivela più di sé che degli altri: insicurezza, invidia, bisogno di sentirsi superiore.

La tradizione popolare, del resto, non perdona questo genere di persone. C'è un detto che suona duro ma vero: “Chi parla male degli altri, parla male di sé”. Perché sparlare diventa un boomerang: alla fine, chi ascolta inizia a chiedersi: “Se parla così degli altri quando non ci sono… cosa dirà di me quando me ne vado?”.

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