Assegno unico: cosa succede agli assegni familiari?

Se prima ricevevi gli assegni familiari o l’assegno per il nucleo familiare (ANF), da marzo 2022 le cose sono cambiate. Con l’introduzione dell’assegno unico universale, questi vecchi strumenti sono stati sostituiti per tutti i nuclei familiari con figli a carico.

Questo significa che chi prima aveva diritto agli assegni familiari non può più richiederli. Al loro posto, entra in vigore l’assegno unico, pensato per essere più equo ed efficiente, con l’obiettivo di sostenere meglio le famiglie italiane, soprattutto quelle con redditi più bassi.

Chi può richiederlo? Tutti i genitori o tutori di figli minori, o anche maggiorenni fino ai 21 anni se studenti, e fino ai 26 se con disabilità. Non importa se lavoratori dipendenti, autonomi, disoccupati o non in cerca di occupazione: l’assegno unico è universale.

L’erogazione avviene direttamente dall’INPS, di norma con una cadenza mensile. L’importo varia in base al reddito ISEE, al numero di figli e ad altri fattori come la presenza di disabilità o situazioni di fragilità sociale.

Per chi faceva richiesta di assegni familiari in passato, non è necessario presentare una nuova domanda se si è già in possesso dei requisiti: in molti casi, il passaggio all’assegno unico avviene in automatico. Tuttavia, è sempre utile controllare lo stato della propria posizione sul sito dell’INPS o tramite il patronato di fiducia.

L’obiettivo è chiaro: semplificare e potenziare il sostegno alle famiglie. Un passo avanti per ridurre il costo della vita e dare più serenità a chi cresce un figlio in Italia oggi.

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