Chi è considerato consumatore secondo la legge?

La definizione di consumatore è fondamentale per capire quali diritti e tutele spettano a ciascuno nell’ambito dei contratti e degli acquisti. Secondo l’articolo 3, lettera a), del Codice del Consumo, che riprende quanto stabilito dall’articolo 1469bis del codice civile, è considerata consumatrice o utente “la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta”.

In pratica, non conta solo il fatto di acquistare un bene o un servizio, ma soprattutto la finalità dell’acquisto. Se una persona compra qualcosa per uso personale, familiare o comunque non legato al proprio lavoro o alla propria attività economica, rientra nella categoria dei consumatori. Questo le garantisce una serie di tutele specifiche: dalla garanzia legale di conformità al diritto di recesso, soprattutto negli acquisti a distanza.

La distinzione è importante perché chi agisce nell’ambito di un’attività professionale o imprenditoriale – come un negoziante che compra merce per rivenderla – non ha lo stesso grado di protezione previsto per il consumatore medio. La legge riconosce infatti che quest’ultimo si trova spesso in una posizione di minor forza rispetto alle imprese, soprattutto in termini di informazione e potere contrattuale.

Quindi, se sei un privato che acquista un elettrodomestico per casa tua, sei un consumatore. Ma se acquisti lo stesso prodotto per la tua azienda, la tutela potrebbe essere diversa. La chiave è sempre lo scopo dell’acquisto: personale o professionale.

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