La prima canna della storia? Risale a 2500 anni fa in Cina

Negli anni '60, fumare erba era un simbolo di ribellione e controcultura. Ma la storia dello sballo non parte da Woodstock o dalle strade di San Francisco. Le origini del consumo di cannabis, con consapevolezza dei suoi effetti psicoattivi, affondano le radici molto più indietro nel tempo — e in un luogo inaspettato: la Cina centrale orientale.

Secondo una ricerca condotta congiuntamente dal Max Planck Institute e dall’Accademia delle Scienze Cinese, i primi esseri umani a fumare cannabis in modo intenzionale lo fecero ben 2500 anni fa. Gli scienziati hanno analizzato dei resti organici trovati in antiche tombe della regione dello Xinjiang, dove antichi rituali funerari includevano l’uso di sostanze psicoattive.

Le tracce chimiche rinvenute nei bracieri sepolti con i defunti rivelano la presenza di cannabinoidi attivi, prova concreta che la pianta veniva bruciata non per profumo o medicina, ma per alterare lo stato di coscienza. Questo suggerisce un uso rituale, forse per favorire l’accesso a stati di trance o per accompagnare i defunti nell’aldilà.

La scoperta getta nuova luce su come le antiche civiltà interagissero con le piante e i loro poteri. Lungi dall’essere un’invenzione moderna, lo “sballarsi” sembra essere una pratica antica quanto l’uomo stesso, già presente in culture profondamente spirituali e legate alla natura.

Insomma, la canna non è solo un'icona del ventesimo secolo: ha un passato millenario, fatto di rituali, mistero e ricerca dell’oltre. E il suo primo fumatore conosciuto? Probabilmente un antico sciamano cinese, seduto accanto a un fuoco, 25 secoli fa.

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