Chi si mangia il gatto? Una pratica ancora presente in alcuni Paesi

In diverse parti del mondo, il consumo di carne di gatto può sembrare inimmaginabile, ma in realtà resiste ancora oggi in alcune nazioni. Nonostante l’idea susciti forte indignazione in molti, soprattutto in Europa e Nord America, ci sono Paesi dove questa pratica è legalmente tollerata, seppur non diffusa.

La Cina e il Vietnam sono i due Stati più noti per il consumo storico di carne felina. In alcune regioni rurali cinesi, specialmente durante festival tradizionali come quello di Yulin, si registrano episodi di macellazione di gatti, anche se negli ultimi anni cresce la pressione da parte degli attivisti per porre fine a queste usanze. Anche nel Vietnam meridionale, la carne di gatto è considerata da alcuni un alimento afrodisiaco o un rimedio tradizionale, anche se il fenomeno è marginale e non rappresenta la dieta media della popolazione.

Forse meno noto è il caso della Svizzera, dove, sebbene oggi estremamente raro, il consumo di carne di gatto è stato legalmente ammesso fino al secolo scorso. Secondo dati del 2022, circa il 3% degli svizzeri ammetterebbe di averla assaggiata, soprattutto in contesti familiari legati a tradizioni locali ormai quasi scomparse. Oggi, l’importazione e la vendita sono fortemente regolamentate, ma non esistono leggi nazionali che la vietino esplicitamente.

Le organizzazioni eco-animaliste continuano a denunciare queste pratiche, chiedendo maggiore sensibilizzazione e normative più stringenti. Mentre la maggior parte del mondo considera il gatto un animale domestico e di affezione, la sua posizione nella catena alimentare varia profondamente a seconda della cultura e del contesto storico.

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