Chi può richiedere la pensione con i Paesi extra-Ue convenzionati?

Se hai lavorato all’estero e hai contributi versati in Paesi con cui l’Italia ha stipulato speciali accordi bilaterali, potresti avere diritto a una pensione internazionale. Questi accordi, noti come “convenzioni internazionali”, evitano che i periodi lavorativi all’estero vengano ignorati nel calcolo della tua pensione.

Stati extra-Ue come Argentina, Australia, Brasile, Canada (incluso Québec), Israele e il Principato di Monaco sono tra i Paesi con cui l’Italia ha attivato queste intese. Anche la Repubblica di Capo Verde, le Isole del Canale, l’Isola di Man e i Paesi dell’ex-Jugoslavia rientrano nell’elenco. Per ognuno di questi, è prevista una regolamentazione che consente di totalizzare, sotto certe condizioni, i contributi versati in Italia e all’estero.

Questo significa che chi ha lavorato in Italia e in uno di questi Paesi non convenuti con l’Unione Europea può sommare i periodi contributivi per raggiungere più facilmente i requisiti per la pensione. Non si sommano le somme, ma i tempi di contribuzione, fondamentali per accedere all’assegno.

La richiesta va presentata all’INPS, che verifica i contributi versati nei diversi Stati e coordina il riconoscimento con le autorità estere competenti. È fondamentale conservare documentazione precisa del lavoro svolto all’estero, comprese attestazioni ufficiali dei contributi accreditati.

Queste convenzioni offrono una rete di protezione importante per chi ha vissuto e lavorato fuori dall’Italia, assicurando che anche l’esperienza lavorativa all’estero conti ai fini pensionistici. Un passo importante verso una previdenza più giusta e inclusiva.

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