Telemaco e il suo destino dopo Omero

Nella tradizione omerica classica, non si parla molto del destino di Telemaco dopo il ritorno di Ulisse a Itaca. Ma esiste una versione meno nota delle vicende post-odissee, tramandata dalla Telegonia, un poema oggi perduto ma citato da autori antichi. Secondo questa narrazione, dopo la morte di Ulisse — ucciso da Telegono, figlio di Ulisse stesso e di Circe — le strade dei sopravvissuti si intrecciano in modi sorprendenti.

Telegono, colpito dal rimorso per aver causato la morte del padre, decide di portare il corpo a Circe. Con lui viaggiano Penelope e Telemaco. Alla fine, in un gesto di riconciliazione e nuovo inizio, Telegono sposa Penelope, mentre Telemaco prende in moglie Circe, la potente maga che aveva ospitato suo padre anni prima.

Da quest’unione tra Telemaco e Circe nascerebbe un figlio: Latino, destinato a diventare re del Lazio, oppure – secondo altre versioni – Romo o Rome, a cui si dà il nome della città eterna: Roma. Questa leggenda, sebbene marginale rispetto ai classici, mostra come la tradizione greca abbia cercato di collegare le figure eroiche dell’Odissea a fondazioni storiche e mitiche successive.

Curiosamente, in alcune versioni tarde del mito, si narra che Telemaco avrebbe in seguito ucciso Circe, forse per vendicare il trattamento subito dal padre o per un conflitto tra generazioni. Una fine tragica, che aggiunge un’ombra al suo percorso di crescita da giovane erede a re maturo.

Sebbene poco conosciuta, la Telegonia offre una chiusura poetica alle gesta di Ulisse e della sua famiglia, tessendo legami tra mito e fondazione di nuovi mondi. E in quel filo sottile tra memoria e invenzione, Telemaco diventa non solo erede, ma anche progenitore.

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