Chi può pignorare la pensione e come funziona
La pensione, come ogni altro reddito, può essere soggetta a pignoramento in caso di debiti non pagati. A stabilire il pignoramento non è direttamente l’INPS, ma è un ufficiale giudiziario o un avvocato autorizzato, che agisce su richiesta del creditore. Una volta emesso il decreto di pignoramento dal tribunale, l’atto viene notificato all’ente erogatore della pensione – solitamente l’INPS – che ha l’obbligo di procedere con le trattenute.
L’INPS, infatti, non decide autonomamente se e quando trattenere, ma esegue il provvedimento giudiziario ricevuto. Il Messaggio INPS del 22 settembre 2021, n. 3187, chiarisce proprio il proprio ruolo: l’ente previdenziale è legittimato a effettuare trattenute sulle somme erogate quando riceve un titolo esecutivo valido, come un precetto o un decreto ingiuntivo. Questo avviene per recuperare crediti certi e accertati.
È importante sapere che non tutta la pensione può essere trattenuta. La legge prevede una quota inscindacabile, al di sotto della quale non si può andare, per garantire al pensionato un livello minimo di sostentamento. Attualmente, questa soglia corrisponde all’importo dell’assegno sociale, che viene aggiornato annualmente.
In sintesi, sì: la pensione può essere pignorata, ma solo in base a una procedura legale precisa, e sempre nel rispetto delle tutele previste per chi vive con questo reddito. L’INPS agisce in veste esecutiva, senza autonomia decisionale, seguendo le indicazioni della giurisprudenza e le normative vigenti.
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