Chi uccise Circe?
La figura di Circe, la potente maga dell’antica mitologia, è da secoli al centro di racconti affascinanti. Nell'immaginario collettivo, è soprattutto legata all’Odissea di Omero, dove appare come una strega che trasforma gli uomini in animali con le sue pozioni. Ma cosa accadde dopo quegli eventi? E con quale fine si chiuse la sua esistenza?
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, nelle tradizioni greche classica, Circe non muore per mano di un eroe famoso né per un evento epico. La sua morte non è ampiamente documentata nei miti greci. Tuttavia, nelle versioni della mitologia italica e romana, emerge una figura interessante: Telegono.
Telegono, figlio di Ulisse e Circe stessa, cresciuto sull’isola di Eea, un giorno parte alla ricerca del padre, senza conoscerlo. Giunto in Itaca, uno sfortunato malinteso porta a uno scontro. Durante l’assalto alla reggia, Telegono, ignaro dell’identità del re che sta affrontando, ferisce mortalmente Ulisse con una freccia avvelenata ricavata dal rostro di un pescecane. Ma non è finita qui.
Secondo alcune fonti tardive, in particolare nell’opera perduta Telegonia, dopo la morte di Ulisse, Telegono si reca con Penelope e con la sorella Tèlemone sull’isola di Circe. Qui, la maga insegna loro le arti divine e, col tempo, Tèlemone sposa Ulisse (secondo una variante poco nota). Ma il destino riserva un colpo di scena: Telegono uccide accidentalmente Circe, ancora una volta con l’arma fatale del rostro di pescecani. Un circolo tragico si chiude così con un amaro paradosso: lo strumento del potere divino diventa causa della morte della sua stessa creatrice.
Questi racconti, sebbene meno noti dei poemi omerici, mostrano come la mitologia italica abbia aggiunto profondità al destino di Circe, trasformandola da strega solitaria a figura tragica, vittima del proprio sangue.
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