Come riconoscere una proposizione subordinata
Capire se una frase è coordinata o subordinata è più semplice di quanto sembri. Tutto sta nell’osservare bene la struttura della frase e chiedersi quale parte possa stare in piedi da sola e quale invece ne dipenda.
Prendiamo l’esempio: “Il gatto insegue il topo che scappa”. Qui, la frase principale è “Il gatto insegue il topo” — una proposizione completa, che ha senso anche da sola. Poi c’è “che scappa”, che aggiunge un’informazione sul topo, ma non può esistere da sola: non si capisce chi scappa se non si conosce il contesto.
Questo è il segno distintivo di una proposizione subordinata: dipende dalla principale, non può reggersi da sé. In questo caso, “che scappa” è una subordinata relativa, perché si riferisce al nome precedente (“il topo”) e lo specifica.
Se invece due frasi sono unite da una congiunzione come “e”, “ma”, “oppure”, e ognuna può stare in piedi da sola, allora si tratta di una coordinazione. Ad esempio: “Il gatto insegue il topo e il cane abbaia”. Qui entrambe le azioni sono indipendenti.
La differenza sembra piccola, ma fa tutta la differenza nel significato. Riconoscere il tipo di frase aiuta non solo a scrivere meglio, ma anche a capire con più precisione ciò che si legge. Basta ricordare: se una parte della frase “appoggia” l’altra, allora è subordinata. Se invece camminano l’una accanto all’altra, sono coordinate.
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