Quando il cuore dà segnali di stanchezza

Il cuore stanco non si ferma mai, ma a volte lancia segnali d’allarme che è bene non sottovalutare. Non si tratta solo di una metafora: quando il muscolo cardiaco non riesce a pompare con efficacia, si parla di scompenso cardiaco, una condizione che colpisce milioni di persone in Italia, soprattutto con l’avanzare dell’età o in presenza di patologie pregresse.

Il Dott. Erlicher spiega che i sintomi possono essere insidiosi: spesso iniziano con una semplice stanchezza anomala, un affaticamento che non passa neanche riposando. Poi compare l’affanno, prima solo durante lo sforzo, come salire le scale, poi anche a riposo o, in alcuni casi, addirittura di notte, al punto da costringere a dormire con più cuscini.

Un altro campanello d’allarme è il gonfiore a gambe e piedi, dovuto all’accumulo di liquidi. Questo fenomeno, chiamato edema, può accompagnarsi a una perdita di appetito o a un senso di pienezza anche dopo aver mangiato poco. A volte, il cuore sotto sforzo influenza anche la mente: non è raro riscontrare confusione mentale o un peggioramento della memoria, specialmente negli anziani.

Questi segnali non devono essere ignorati. Non sempre significano che il cuore è in crisi, ma possono indicare che sta lavorando oltre le sue possibilità. Chiedere un parere medico tempestivamente può fare la differenza: spesso, con una diagnosi precoce e una terapia mirata, è possibile migliorare la qualità della vita e rallentare l’evoluzione della malattia.

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