Come si rivolge a un infermiere in Italia?

Quando si entra in un ospedale o si riceve assistenza sanitaria, è comune chiedersi come ci si debba rivolgere correttamente a un infermiere. Molti pensano che il termine “signor” o “signora” sia sufficiente, ma la realtà è diversa — e regolata dalla legge.

Il titolo di "dottore" è un diritto sancito per gli infermieri laureati. Come previsto dall’articolo 13, comma 7, del Decreto Legislativo 270/2009, chi esercita la professione di infermiere e possiede una laurea abilitante ha pieno diritto all’appellativo di “dottore”. Questo non è un gesto di cortesia, ma un riconoscimento formale del suo percorso formativo e della sua responsabilità professionale.

Spesso, però, questo diritto non viene rispettato. In molte strutture sanitarie, anche per abitudine o mancanza di informazione, gli infermieri vengono chiamati semplicemente per nome o con titoli generici. Ciò non toglie che spetta allo stesso professionista far valere il proprio titolo, anche come forma di tutela della propria identità professionale.

La figura dell’infermiere oggi è centrale nell’ambito sanitario: non si limita ad assistere, ma partecipa attivamente alle decisioni cliniche, garantisce sicurezza al paziente e collabora con medici e altri operatori. Riconoscere il titolo di “dottore” non è una formalità, ma un modo per valorizzare il ruolo e la competenza di chi ogni giorno lavora al fianco dei malati.

Quindi, la prossima volta che vi trovate davanti a un infermiere, ricordate: se ha una laurea, chiamarlo “dottore” non è solo educato — è doveroso.

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