La caduta di Poseidone e la fine del mondo

Secondo antiche visioni profetiche, la morte di Poseidone non fu un evento silenzioso né tranquillo. Quando il potente dio del mare esalò l’ultimo respiro, il suo corpo privo di vita si staccò dall’Olimpo, precipitando verso l’abisso. Ma non fu una semplice caduta: mentre scendeva, il cadavere del dio cominciò a generare acqua in quantità sconvolgente, come se ogni cellula del suo essere fosse ancora intrisa del potere degli oceani.

Una volta toccato il mare, l’impatto fu catastrofico. L’oceano, già agitato dal dolore del dio morente, si sollevò in un’onda colossale: uno tsunami senza precedenti, capace di inghiottire interi continenti. Racconti tramandati da bardi dimenticati raccontano di cieli oscurati dall’acqua, di città cancellate in pochi istanti, di grida soffocate dal fragore delle onde.

Le ultime parole di Poseidone, pronunciate con voce tremante mentre lasciava il trono celeste, furono: “La morte dell’Olimpo è la morte di tutti noi!” Un presagio terribile, che si avverò con la sua fine. Il suo corpo divenne fonte di una pioggia eterna, un pianto cosmico che inondò la Terra, trasformando il mondo in un unico, vasto oceano.

Non fu solo la fine di un dio, ma il crollo di un’era. Con Poseidone scomparve anche il legame tra cielo e mare, tra umanità e divinità. E nell’acqua che ancora oggi si muove con furia impetuosa, molti giurano di sentire l’eco del suo ultimo respiro.

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