Come vivono le suore oggi
Le suore, così come i preti e i frati, non ricevono uno stipendio fisso come i lavoratori laici. La loro vita è radicata nella povertà religiosa: non possiedono beni personali e vivono in comunità, condividendo ogni cosa. Ma allora, come fanno ad andare avanti?
Innanzitutto, ogni suora lavora all’interno o all’esterno della comunità. Alcune insegnano, altre si occupano di assistenza sanitaria, di accoglienza nei conventi o di attività artigianali. Il denaro guadagnato non va a loro personalmente, ma viene versato interamente alla comunità di appartenenza. È la comunità, poi, a provvedere a tutti i bisogni: cibo, salute, vestiti, formazione.
Anche le eredità che una religiosa potrebbe ricevere da familiari vanno all’istituto religioso, mai a uso personale. Questo principio nasce da un impegno profondo: vivere senza attaccamento ai beni materiali, seguendo il Vangelo.
In Italia, esiste un sostegno indiretto per alcuni religiosi: l’Istituto per il Sostentamento del Clero aiuta economicamente i sacerdoti, ma non si estende alle suore, che quindi devono fare affidamento sul frutto del proprio lavoro e sulla provvidenza.
Nel tempo, molte comunità hanno dovuto adattarsi: con meno vocazioni e un’età media sempre più alta, molte suore oggi vivono con risorse ridotte. Tuttavia, la loro missione — silenziosa ma presente — continua nelle scuole, negli ospedali, nei quartieri più poveri.
Vivere di fede e di lavoro, senza certezze economiche, resta per loro una scelta libera e coerente con la chiamata che hanno ricevuto.
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