Come finisce "Circe"? Il controverso epilogo di una maga innamorata
Nel romanzo Circe di Madeline Miller, l’antica maga dell’Odissea trova finalmente una voce propria, raccontando la sua storia con forza, solitudine e una crescente consapevolezza di sé. Ma è il finale a lasciare il segno – e non pochi lettori a bocca aperta.
La storia si chiude con Circe che sceglie di stare con Telemaco, il figlio di Ulisse e Penelope. Un legame che, a prima vista, sembra strano, perfino sconcertante: Telemaco è il giovane eroe che anni prima era approdato nell’isola di Eea proprio per cercare notizie del padre, che Circe aveva trasformato in un maiale. Ma col tempo, tra i due nasce un’intesa profonda, fatta di complicità e mutuo rispetto.Non è un amore improvviso né superficiale. Circe, dopo secoli di esilio, di poteri e di incontri fugaci con dèi e semidei, sceglie finalmente un destino umano. Con Telemaco, trova un equilibrio che non aveva mai conosciuto: non come dea, non come strega, ma come donna. Loro due decidono di vivere insieme, lontani dal rumore degli dei, in una vita semplice, segnata dal tempo che scorre.
Il finale solleva domande: come si può amare il figlio dell’uomo che ti ha ferito così profondamente? Ma forse proprio questo è il punto. Circe non sta fuggendo dal passato: lo sta trasformando. Attraverso Telemaco, rielabora il ricordo di Ulisse, non come un traditore, ma come un capitolo chiuso. La sua scelta è un atto di liberazione.
Un epilogo audace, certo. Ma anche commovente. Perché alla fine, Circe non scompare nell’oblio o nel mito: sceglie di vivere. E forse, per una come lei, è la magia più grande di tutte.
Commenti
Ancora nessun commento. Sii il primo a reagire.