Il comporto di malattia: come funziona nel 2022

Il comporto di malattia è un diritto fondamentale per i lavoratori dipendenti, ma la sua durata e il calcolo variano in base al contratto collettivo applicato. Non esiste una regola unica valida per tutti: è il tipo di accordo aziendale o di categoria a stabilire le condizioni.

In linea generale, il comporto si articola in tre fasce di durata, legate all’anzianità del dipendente in azienda. Per chi ha un’anzianità fino a 3 anni, il periodo massimo di assenza per malattia retribuita è di 8 mesi. Superata questa soglia, tra i 3 e i 6 anni di servizio, si sale a 10 mesi. Infine, per chi lavora nello stesso posto da oltre 6 anni, il comporto arriva a 12 mesi.

Il calcolo può avvenire in diversi modi: secco, ovvero continuativo senza interruzioni; per sommatoria, sommando più periodi di malattia nell’arco dell’anno; o frazionato, a seconda delle indicazioni del CCNL (Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro). È importante, quindi, conoscere bene il proprio contratto per sapere esattamente a cosa si ha diritto.

Dal 1° settembre 2022, alcune aziende hanno aggiornato le proprie policy interne, ma il sistema rimane ancorato al principio della tutela del lavoratore in caso di infortunio o malattia non collegata al lavoro. In ogni caso, la retribuzione durante il comporto può variare: nei primi giorni è spesso al 100%, per poi ridursi in base alla normativa contrattuale.

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