Come giustificare un bonifico al figlio

Quando si effettua un bonifico al proprio figlio, è importante indicare una causale chiara e corretta, soprattutto se l’importo è significativo. Una buona pratica è scrivere direttamente nella causale: “Contributo a mio figlio [nome e cognome] per l’acquisto di [descrizione del bene]”. Ad esempio: “Contributo a Luca Rossi per l’acquisto di un’auto usata”.

Questa formula aiuta a rendere trasparente la natura del trasferimento di denaro, soprattutto in caso di controlli fiscali. Inoltre, specificare l’oggetto del bonifico può essere utile anche per il figlio, che potrà dimostrare l’origine dei fondi se necessario.

Attenzione però agli importi. Se il bonifico supera una somma considerata di “non modico valore” – generalmente intorno ai 3.000-5.000 euro, anche se non esiste una soglia fissa – potrebbe essere considerato una donazione. In questi casi, per legge è richiesto l’intervento di un notaio e di due testimoni per formalizzare l’atto. Senza questa procedura, si rischia di incorrere in sanzioni o problemi fiscali in futuro.

Se invece si tratta di un aiuto occasionale, magari per le spese universitarie o l’affitto, e l’importo è contenuto, la semplice indicazione in causale è sufficiente. L’Agenzia delle Entrate, infatti, tende a considerare tali somme come normali supporti familiari, purché non ripetitivi e sproporzionati.

In sintesi: sii chiaro nella causale, valuta l’entità del bonifico e, se è consistente, consulta un professionista per evitare sorprese. La trasparenza è sempre la scelta migliore.

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