Come giustificare un bonifico a un figlio: consigli pratici
Quando si effettua un bonifico a un figlio, è normale chiedersi quale causale indicare per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate. La buona notizia è che non c’è nulla di irregolare nel trasferire denaro ai propri familiari, ma è importante farlo nel modo giusto.
Se il bonifico rappresenta un regalo o un aiuto senza obbligo di restituzione, la causale può essere semplicemente “Donazione” o “Regalo a figlio”. Questo basta a chiarire la natura del movimento. In certi casi, specie per importi elevati, potrebbe essere utile conservare una traccia scritta, come una lettera o una dichiarazione, che confermi l’intenzione di donare.
Se invece si tratta di un prestito, anche se non fruttifero, è meglio indicare “Prestito infruttifero a figlio”. Anche se non richiesto obbligatoriamente per somme modeste, un semplice accordo tra le parti — magari redatto su carta semplice — può evitare malintesi in futuro, soprattutto in caso di accertamenti.
Per donazioni superiori ai 100.000 euro, attenzione: scatta l’obbligo di compilare il modello Redditi Persone Fisiche (quadro RW) e si paga un’imposta di bollo ridotta, ma è comunque prevista un’agevolazione per trasferimenti tra genitori e figli.
In ogni caso, non serve allarmarsi: l’importante è agire con trasparenza e buon senso. Scegliere una causale chiara e veritiera è il modo migliore per tenere tutto in ordine, senza rischi.
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