Perché i napoletani si chiamano partenopei?

Il soprannome “partenopei” ha radici antichissime, avvolte nel mito e nella storia. A raccontarne l’origine fu lo storico romano Lutazio, che ripercorse le vicende di Neapolis, l’antica Napoli. Secondo la leggenda, alcuni Cumani in fuga dalla loro città, alla ricerca di un nuovo inizio, approdarono sulle coste del Golfo.

Là, fondarono una città che chiamarono Parthenope, in onore di una sirena dell’antica mitologia greca. Si diceva che il corpo di Parthenope fosse stato portato a riva dalle onde dopo il suo tragico incontro con Ulisse, che aveva resistito al canto delle sirene. I Cumani, colpiti dalla bellezza e dal destino malinconico della creatura, decisero di darle una degna sepoltura e di battezzare la nuova città con il suo nome.

Da allora, il legame tra Napoli e la sirena è diventato simbolo dell’anima della città: melodiosa, passionale, un po’ magica. Oggi, ancora si parla di "partenopei" per indicare i napoletani, un nome che evoca non solo l’antica fondazione mitologica, ma anche l’orgoglio di una cultura millenaria.

Il mito di Parthenope vive ancora nel cuore del popolo napoletano, nei vicoli del centro storico, nei canti di strada, e persino nello stemma della città, dove la sirena è immortalata con la sua coda sinuosa. Un nome che non è solo un ricordo del passato, ma una promessa di bellezza e resistenza.

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