Disoccupazione non ancora arrivata? Ecco i possibili motivi

È frustrante aspettare l’erogazione della disoccupazione e non ricevere alcuna notizia. Spesso, il ritardo non dipende da tempi lenti dell’INPS, ma da errori facilmente evitabili commessi durante la richiesta.

Uno dei motivi più comuni è la compilazione scorretta della domanda. Basta un dato inserito male o un campo lasciato vuoto per far slittare l’intero processo. Anche se il modello SR163 non è più obbligatorio dopo la circolare INPS n° 48 del 2020, molti lo inviavano ancora per prudenza. Oggi, però, il focus è su altri passaggi fondamentali.

Ad esempio, la mancata stipula della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al Lavoro) e del PSP (Patto di Servizio Personalizzato) blocca automaticamente l’erogazione della Naspi o della disoccupazione. Senza questi due documenti, l’INPS non può considerarti effettivamente in cerca di occupazione, quindi la prestazione viene sospesa.

Un caso particolare riguarda le dimissioni per giusta causa. In questa situazione, è essenziale aver inviato la contestazione al datore di lavoro e averla successivamente trasmessa all’INPS. Molti lavoratori si dimenticano questo passaggio o non lo ritengono necessario, ma è cruciale per dimostrare la legittimità della richiesta. Senza la documentazione, la domanda viene respinta o comunque ritardata.

Se anche tu non hai ancora ricevuto la disoccupazione, controlla con attenzione che tutti i passaggi siano stati completati correttamente. A volte basta un’occhiata approfondita alla tua posizione sul sito INPS per accorgersi di un documento mancante o di una pratica bloccata. Meglio intervenire subito, piuttosto che aspettare ancora.

Vedi anche

Approfondimenti

Argomenti correlati