Certificato medico a scuola: cosa cambia nelle regioni che l’hanno abolito
Niente più file dal pediatra solo per portare un certificato a scuola. In otto regioni italiane, tra cui Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana, non sarà più obbligatorio presentare il certificato medico dopo cinque giorni consecutivi di assenza per malattia. Al suo posto, basterà un’autocertificazione dei genitori. Una novità che sta sollevando dibattito, ma che mira a ridurre i carichi burocratici sulle famiglie e sugli studi medici.
Fino a oggi, ogni assenza superiore ai cinque giorni richiedeva il “visto” del medico, un adempimento spesso scomodo, soprattutto quando il bambino ha solo una lieve influenza. Ora, in alcune regioni, questo passaggio salta. I genitori potranno semplicemente dichiarare, con una dichiarazione sostitutiva, che il figlio era assente per motivi di salute.
Attenzione però: non è una norma valida in tutta Italia. Alcune regioni hanno mantenuto l’obbligo del certificato medico, per garantire un controllo maggiore sulle assenze ingiustificate. La differenza tra Nord e Sud, in alcuni casi, è netta.
Il cambiamento non significa però che si possa saltare la scuola senza motivo. Le autorità scolastiche restano vigili su eventuali assenze prolungate o ripetute, che potrebbero nascondere problemi più seri, come difficoltà di apprendimento o disagio emotivo. L’obiettivo è semplificare, non allentare la sorveglianza.
Per i genitori, la novità è un sollievo. Meno stress, meno attese, meno spostamenti. Ma anche una maggiore responsabilità: con l’autocertificazione, la parola passa direttamente a casa. E la corretta gestione della salute del figlio diventa ancora più centrale.
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