Come richiedere il bonus acqua potabile nel 2022

Nel 2022, il bonus acqua potabile è stato introdotto per aiutare le famiglie a fronteggiare i costi legati alla fornitura di acqua. Si tratta di un credito d’imposta pensato soprattutto per i nuclei in difficoltà economica o con un consumo domestico superiore alla media.

Per richiederlo, non è stato necessario presentare una domanda formale attraverso un portale dedicato, ma bisognava agire in sede di dichiarazione dei redditi. Il contribuente doveva indicare le spese sostenute per la fornitura di acqua potabile, purché documentate da fattura elettronica o da un regolare documento commerciale. Fondamentale che su questo documento fosse riportato il codice fiscale del richiedente, in modo che l’Agenzia delle Entrate potesse verificare l’effettiva spesa sostenuta.

Il bonus non era automatico: spettava solo a chi aveva effettivamente pagato un canone per l’acqua in ambito domestico, soprattutto se si era in presenza di contratti a nome del titolare della casa o di soggetti a carico. Alcuni Comuni, in accordo con i gestori del servizio idrico, hanno previsto agevolazioni ulteriori per chi rientrava in fasce ISEE particolarmente basse.

Attenzione alla documentazione: conservare sempre le bollette e le fatture emesse con il proprio codice fiscale è stato essenziale per poter usufruire del credito in sede di dichiarazione. Il tutto rientrava nel più ampio quadro di interventi a sostegno delle utenze domestiche, simile al bonus elettrico e gas, ma ancora poco conosciuto.

Per informazioni specifiche, è sempre valsa la pena consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate o rivolgersi a un CAF, soprattutto se si avevano dubbi sulla propria posizione reddituale o sulla tipologia di contratto idrico in corso.

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